Già al primo sguardo, la
Omoda 4 dichiara il proprio carattere. Il
design Cyber Mecha prende ispirazione dall'immaginario dei robot dei manga giapponesi, con superfici scolpite, tagli netti e geometrie marcate che disegnano la carrozzeria. Il frontale è attraversato da una
firma luminosa a LED, accompagnata da gruppi ottici sottili, mentre il profilo si chiude con una coda inclinata che dà slancio alla silhouette, regalandole una verve grintosa.
Dentro c'è spazio e si sta comodi
Lunga 4,42 metri, larga 1,87 e alta 1,57, la cinese abbina proporzioni compatte a un
abitacolo spazioso, con un
bagagliaio da 346 litri, che diventano 1.126 abbattendo gli schienali posteriori. Anche all'interno ritroviamo forme geometriche e alcuni dettagli tecnologici che, inutile far finta di niente, ricordano soluzioni viste sulle Lamborghini. A cominciare dal pulsante di avviamento in stile jet militare, che richiama quello dell'Aventador, fino alle impunture rosse esagonali dei sedili, simili a quelle della Huracán EVO. Al centro della plancia spicca lo
schermo verticale dell'infotainment da 13,2 pollici, con assistente vocale, collegamento
Apple CarPlay e Android Auto. Nel tunnel trova posto un vano di
ricarica wireless raffreddato e l'illuminazione LED multicolore, distribuita in più punti, contribuisce a caratterizzare l'ambiente nelle ore serali.
Due allestimenti per l'Italia
La distribuzione delle dotazioni per gli allestimenti italiani,
Pure e Premium, deve ancora essere confermata. A seconda delle versioni sono previsti sulla cinese equipaggiamenti come il climatizzatore automatico, i sedili anteriori regolabili elettricamente e riscaldati e anche il volante riscaldabile. Ci sono poi il portellone elettrico, il tetto panoramico con vetro schermato, senza tendina per oscurarlo, e un impianto audio Sony con 8 altoparlanti. Sulla vettura della nostra prova abbiamo poi apprezzato l'accesso senza chiave, oltre alla
telecamera con visione panoramica a 540 gradi e, tra i diversi
ADAS, il cruise control adattivo. Qualche economia è emersa però nei materiali: alcune plastiche ci sono sembrate un po' sottili al tatto e gli assemblaggi non erano perfetti. A discolpa di questo c'è comunque da dire che si trattava di un esemplare di preserie.
Un full hybrid da 224 CV che spinge bene
La Omoda 4 impiega sotto il cofano il powertrain
full hybrid SHS-H a trazione anteriore, che abbina un 1.5 turbo a benzina da 143 CV a un motore elettrico da 204 CV, alimentato da una batteria da 1,83 kWh. La
potenza complessiva è di 224 CV e, secondo i dati dichiarati, accelera da 0 a 100 km/h in 8,1 secondi e raggiunge i 180 km/h. Nel traffico la risposta del sistema è pronta e permette di muoversi con disinvoltura, sfruttando la spinta dell'elettrico nelle partenze e nelle riprese. Sulle vie veloci la cinese mantiene invece un'andatura regolare e distesa, con una riserva di potenza adeguata e utile quando si deve aumentare il ritmo, ad esempio nei sorpassi autostradali. Le sospensioni assorbono bene le irregolarità del fondo e, anche se quando si affrontano le curve con maggiore decisione la vettura tende a coricarsi e al sottosterzo, nel complesso il
comportamento stradale appare equilibrato. Meno convincente invece la silenziosità: nonostante i vetri fonoisolanti, l'abitacolo risulta un po' rumoroso, soprattutto quando si alza il ritmo. Quanto ai
consumi, durante il test abbiamo riscontrato una media di
4,6 litri per 100 chilometri, un valore interessante che rappresenta un ulteriore punto di forza del modello.
Quando arriva in Italia e quanto costerà
La Omoda 4 dovrebbe arrivare in Italia nel
primo trimestre del 2027. Il prezzo non è ancora ufficiale, ma secondo indicazioni dovrebbe avere un
listino di partenza compreso tra 26.500 e 27.500 euro. È attesa anche una versione sportiva
Ultra, con paraurti, spoiler e cerchi dedicati, finiture specifiche, assetto rivisto e una taratura dedicata del sistema ibrido con funzione di tipo launch control.