Come sarebbe la "Gorde" del "mago", al secolo Amédée Gordini, se nascesse oggi? Con materiali moderni e un propulsore elettrico al posto di un quattro cilindri da poco più di un centinaio di cavalli degli anni Sessanta? Da queste domande, e in scia a progetti come la
Renault R17 Electric Restomod, la
Renault 5 Diamant e pure la
Renault 5 Turbo 3E, nasce questa
Renault 8 Gordini Concept, una delle anteprime della Régie al Salone di Parigi. Di nuovo, la Casa usa il proprio patrimonio storico come laboratorio creativo per immaginare il futuro, recuperando lo spirito di modelli iconici per reinterpretarlo attraverso linguaggi contemporanei. La concept va inquadrata anzitutto nell'eredità che raccoglie dall'originale: un modello che negli anni Sessanta ha contribuito a creare una generazione di piloti, tra cui Jean Ragnotti, e di appassionati. Lanciata nel 1964, la
Renault 8 Gordini era compatta e relativamente accessibile. Dotata di un motore posteriore da 95 CV, ma da guidare con perizia, prima ancora dell'epoca delle GTI voleva democratizzare l'utilitaria sportiva e avvicinare il grande pubblico al motorsport.
Motore e trazione posteriori, 270 CV elettrici
Pur non ricalcando fedelmente le proporzioni dell'antenata, il moderno prototipo ne riprende lo spirito. E sfoggia richiami studiati con attenzione. L'elettrica attesa a Parigi è una coupé biposto lunga 4,12 metri, larga 1,88 e alta appena 1,27 metri, con carreggiate allargate e un assetto estremamente ribassato, che strizza l'occhio al mondo delle competizioni moderne. Come la Renault 8 del passato, concentra la propria identità sul retrotreno: i designer hanno enfatizzato la muscolatura posteriore, adottato pneumatici differenziati e cerchi da 20 pollici dietro e 19 davanti, mentre la
trazione elettrica da 270 CV riprende idealmente la filosofia "tutto dietro" che aveva reso celebre la berlina francese.
Il gioco di rimandi è nei dettagli
Il frontale conserva il caratteristico muso smussato della Renault 8, eliminando però la mascherina e configurando il muso chiuso tipico di una vettura elettrica. I fari supplementari delle versioni da rally sono reinterpretati attraverso una firma luminosa composta da sei elementi circolari integrati nella carrozzeria.
Anche i passaruota squadrati, la nervatura laterale scavata nella fiancata, la griglia posta alla base del parabrezza e le prese d'aria posteriori richiamano direttamente l'originale, pur assumendo nuove funzioni aerodinamiche.
Altrettanto simbolici sono i retrovisori a ogiva, mentre la scritta Gordini, ieri sul lato B e oggi sul montante posteriore, si rifà a quella del '64. Ritorna, ovviamente, pure l'iconica striscia bianca, motivo ripreso dalla firma delle luci di coda e dalla griglia alla base del parabrezza.
A completare il quadro c'è il colore. Il tradizionale Blu di Francia, da sempre associato alle Gordini, viene reinterpretato con una sofisticata verniciatura a tre strati che accentua la profondità delle superfici e mette in risalto le nervature della carrozzeria.
Interni: Alcantara, manopole di metallo e display circolari
L'approccio dei designer, già visto sulla Renault 5 Turbo 3E, ricalca quello delle moto café racer: modernizzare un oggetto del passato, semplificandone le linee ed esaltando le proprietà dei materiali. Eliminare il superfluo per esaltare la purezza delle forme e valorizzare la meccanica.
Una filosofia che trova applicazione sia all'esterno, con superfici pulite e volumi scolpiti, sia nell'abitacolo, dove dominano alluminio spazzolato, Alcantara e display circolari che reinterpretano i classici strumenti analogici della Renault 8 originale. Tutto è ridotto all'essenziale per mettere il piacere di guida al centro dell'esperienza.
Dal Salone al museo
Al momento non si parla di trasformare la
Renault 8 Gordini Concept in una serie limitata o una few-off, ma di esporla, insieme ad altri modelli storici e ad altre opere, nel
museo di Flins dedicato alle Collezioni Renault. L'apertura al pubblico è prevista tra più di un anno.