Dall'Arabia Saudita arriva
Exobot, la prima famiglia di modelli di
CEER, il marchio automobilistico nazionale
fondato nel 2022 dal fondo sovrano PIF. A presentarli per la prima volta al mondo è stato lo stesso principe ereditario
Mohammed bin Salman Al Saud, primo ministro e presidente del consiglio di amministrazione del fondo.
Si inizia con una berlina e una SUV
Le prime due vetture di questa famiglia sono
una berlina e una SUV, completamente elettriche, con motori forniti dalla Rimac: secondo il piano industriale, nei prossimi cinque anni arriveranno altri
sette modelli, che spazieranno dal segmento delle compatte alle medie, con diversi powertrain. Al momento non sono ancora stati comunicati dati tecnici, prezzi e
tempistiche di commercializzazione dei modelli Exobot: sappiamo solo che le auto coniugheranno "prestazioni elevate" e "un'esperienza di guida avanzata".
C'è anche un po' di Italia
Le linee delle due
Exobot sono a dir poco
futuristiche, con un andamento a
cuneo decisamente marcato che richiama la scuola stilistica italiana degli anni Settanta. E non a caso: nel
Centro Stile CEER di Riad lavorano molti italiani, alcuni dei quali arrivano da importanti brand della
Motor Valley. Originale anche la scelta delle portiere che si aprono ad
ala di gabbiano.
Il quadro industriale dell'Arabia Saudita
Il fondo, che gestisce capitali per oltre
600 miliardi di dollari, ha già investito in questi anni nel mondo dell'automotive, con partecipazioni in
Pagani,
Lucid,
McLaren e
Aston Martin. Sono diversi i progetti avviati per diversificare l'economia saudita - prevista nel piano
Saudi Vision 2030 - e ridurne la dipendenza dal petrolio: tra questi, proprio la produzione locale di vetture full electric, e che nel corso degli anni si amplierà alle
nuove tecnologie per l'energia e i trasporti. La produzione dei modelli a marchio CEER si svolgerà nel complesso manifatturiero di
King Abdullah Economic City, sulla costa del Mar Rosso. Il fondo prevede che l'attività di CEER arriverà ad avere entro il 2034 un impatto di
8 miliardi di dollari sul PIL saudita e un beneficio di 21 miliardi sulla bilancia commerciale, oltre alla creazione di posti di lavoro qualificati diretti e nell'indotto.