Il manuale sta tornando. O almeno, sta tornando nel mondo delle sportive: anche la
McLaren, infatti, con la
nuova McL 6GT presentata alla
Monterey Car Week ha deciso di riportare in gamma una trasmissione con tre pedali, che non si vedeva dai tempi della F1. Tutte le vetture dell'era moderna di Woking, infatti, sono sempre state caratterizzate dalla presenza di una trasmissione automatica. Che da un lato migliora le performance e rende più fruibile ogni vettura, ma dall'altro intacca quel viscerale piacere di guida meccanico che si ha con le sportive con un cambio manuale fatto come si deve.
Omaggio a un sogno di Bruce McLaren
La nuova McL 6GT, destinata a entrare in produzione nel 2028, trae ispirazione dalla
M6GT, il sogno incompiuto di Bruce McLaren di portare su strada le prestazioni della
M6A vincitrice nella serie
Can-Am. L'architettura tecnica si focalizza sulla purezza di guida. Il propulsore è un
V8 termico a trazione posteriore con cambio manuale. Per aumentare la connessione del pilota con la vettura, la McL 6GT adotta uno
sterzo idraulico, una scelta tecnica precisa per garantire feedback che i sistemi elettrici non possono replicare. Ogni elemento, dai comandi d'
alluminio lavorato dal pieno alla leva del cambio con lo "Speedy Kiwi" tridimensionale, è studiato per offrire una resistenza fisica e una precisione d'innesto millimetrica.
Coda tronca e monoscocca di carbonio
Il corpo vettura è estremamente basso e largo, con una coda che gli inglesi definiscono
Kammback, che non sarebbe altro che la nostra
coda tronca. Questa soluzione è pensata per ridurre la resistenza all'avanzamento senza ricorrere ad appendici mobili invasive. E pure la firma luminosa è funzionale, con il motivo "
Racing Loop" integrato nei condotti di uscita del flusso d'aria posteriore. Alla base del progetto c'è un
a monoscocca di carbonio di ultima generazione, che garantisce un rapporto peso-potenza d'eccellenza (non ancora dichiarato, così come i vari numeri della vettura), fondamentale per una dinamica di guida che McLaren definisce "analogica e profondamente meccanica". All'interno, la strumentazione digitale mantiene la chiarezza degli strumenti analogici originali, mentre dettagli come la firma di Bruce McLaren sul vano motore e il logo sul tappo del carburante sottolineano il legame indissolubile tra il retaggio delle corse degli anni '60 e l'ingegneria del ventunesimo secolo.