Alla vigilia del primo grande esodo estivo, non potevano arrivare segnali peggiori per le tasche degli automobilisti. Li elenca Staffetta Quotidiana nella sua consueta analisi giornaliera, partendo dai forti rialzi dei mercati petroliferi internazionali. Il Brent, sulla scia della nuova escalation in Medio Oriente (ai problemi nello Stretto di Hormuz si sono aggiunti i nuovi attacchi della milizia Houthi nel Mar Rosso), ha superato la soglia dei 100 dollari al barile per la prima volta dal 22 maggio. Inoltre, la quotazione del gasolio raffinato è tornata sopra i mille euro per mille litri per la prima volta dal 13 aprile.
Le conseguenze sono immediate: la corsa dei prezzi alla pompa. La benzina sfiora gli 1,97 euro al litro, livello record del 2026 toccato il 25 maggio, e si prepara a superare il picco storico del 6 ottobre 2023. Anche il gasolio sale ai massimi dal 12 aprile e si avvia a oltrepassare i valori più elevati registrati quest'anno.
Nella mattinata del 24 luglio, il prezzo medio dei carburanti in modalità self service sulla rete nazionale è pari a 1,968 euro al litro per la benzina (+11 millesimi rispetto a ieri), 2,161 euro per il gasolio (+20), 0,744 euro per il GPL (invariato) e 1,595 euro/kg per il metano (+9). Sulla rete autostradale si registrano invece 2,059 euro per la verde (+11), 2,228 euro per il diesel (+15), 0,879 euro per il GPL (invariato) e 1,596 euro/kg per il metano (+3).
Staffetta Quotidiana segnala inoltre la decisione di Eni e Tamoil di aumentare di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e diesel. IP ha rincarato di due centesimi la verde e di tre il gasolio, mentre Q8 ha optato per aumenti rispettivamente di due e quattro centesimi.
Per quanto riguarda i prezzi per modalità di vendita, elaborati da Staffetta sulla base delle comunicazioni inviate dai gestori all'Osservatorio del Mimit, le medie praticate tra rete stradale e autostradale indicano la benzina self service a 1,959 euro al litro (compagnie 1,963, pompe bianche 1,951) e il diesel a 2,144 euro (2,145; 2,142).
Al servito, la benzina raggiunge 2,094 euro al litro (2,134; 2,020), il gasolio 2,280 euro (2,316; 2,214), il GPL 0,753 euro (0,762; 0,744), il metano 1,585 euro/kg (1,576; 1,592) e il GNL 1,443 euro/kg (1,448; 1,439).
Lo spaccato per marchio mostra Eni a 1,956 euro sulla benzina self service (2,163 al servito) e 2,125 sul gasolio (2,333); IP a 1,972 (2,139) e 2,155 (2,321); Q8 a 1,962 (2,122) e 2,145 (2,310); Tamoil a 1,956 (2,034) e 2,141 (2,221).
Nel frattempo, da Roma arrivano le prime aperture a un possibile intervento del governo per contenere la corsa dei prezzi alla pompa. Tuttavia, qualsiasi ipotesi è condizionata dai vincoli di bilancio: il taglio delle accise applicato dal 18 marzo al 3 luglio è costato circa 2 miliardi di euro e non sembrano esserci margini per misure analoghe.
Al ministero dell'Economia, come confermato dal titolare Giancarlo Giorgetti, è allo studio il meccanismo delle accise mobili, ma gli ostacoli non mancano. In sostanza, l'extra-gettito IVA generato dai rincari viene trasformato in uno sconto temporaneo sulla componente fissa delle accise. L'attivazione, però, scatta soltanto quando il prezzo medio del greggio supera una determinata soglia.
Il calo del petrolio registrato a giugno potrebbe aver impedito il raggiungimento dei livelli necessari per far scattare il meccanismo. Inoltre, l'eventuale extra-gettito prodotto dagli ultimi rincari sarà noto solo dopo la prima settimana di agosto, quando verranno contabilizzati gli incassi relativi.
Insomma, il governo dispone di margini di intervento limitati e, mentre opposizione e associazioni dei consumatori tornano a chiedere provvedimenti urgenti, la stangata per gli automobilisti appare sempre più concreta.