Spingono le elettriche, ma non per i loro viaggi: il corto circuito dei Commissari europei


Data inizio: 28-05-2026 - Data Fine: 28-07-2026


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La fantasia di Pirandello e Kafka, messi assieme, difficilmente avrebbe immaginato una situazione così paradossale a Bruxelles. Secondo quanto riportato da Politico, fonti interne alla Commissione europea riferirebbero malumori legati all'uso delle auto elettriche all'interno delle flotte ufficiali, proprio mentre l'UE continua a sostenerne la diffusione.

All'origine del disagio ci sarebbe una ragione pratica: durante i viaggi da Bruxelles a Strasburgo con vetture a batteria sarebbe necessario effettuare una sosta in Lussemburgo per la ricarica, così da coprire agevolmente i circa 440 km che separano le due sedi istituzionali. La ricostruzione si basa su funzionari di più gabinetti citati dal sito.

Sempre secondo queste indiscrezioni, la pausa alla colonnina - della durata di 20-30 minuti e talvolta in orari notturni - verrebbe percepita come un rallentamento significativo del viaggio. Un trasferimento che con un modello a benzina o diesel richiederebbe circa cinque ore potrebbe quindi prolungarsi. Attualmente, su 128 vetture assegnate ai Commissari, circa l'80% è elettrico, con l'obiettivo di arrivare al 100% entro il 2027.

Il tema delle soste per la ricarica sarebbe già emerso all'interno del Collegio dei Commissari all'inizio del 2026, senza però tradursi finora in interventi concreti. Tra le ipotesi riportate dalle stesse fonti ci sarebbe quella di adottare una velocità più contenuta per ridurre i consumi - con tempi di percorrenza più lunghi - oppure di ricorrere al treno. Questa seconda soluzione non incontrerebbe però il favore di alcuni membri, anche per la necessità di gestire comunicazioni riservate durante gli spostamenti. La questione non riguarderebbe la presidente Ursula von der Leyen, la cui auto - per ragioni di sicurezza - resta di tipo tradizionale.

Un nodo politico e industriale

Le considerazioni emerse da queste ricostruzioni si inseriscono in un contesto più ampio. Il tema richiama il dibattito europeo sulla diffusione delle elettriche, ancora non uniforme tra i privati, e sul possibile ruolo delle flotte aziendali come leva di accelerazione dell'adozione.

In questo quadro, a livello europeo vengono da tempo valutati diversi strumenti di incentivo o indirizzo, anche con il coinvolgimento degli Stati membri nelle politiche di sostegno alla mobilità elettrica, senza che al momento questa vicenda specifica sia collegata a misure ufficiali.

Viaggi da pianificare

Per ora, non si registrano risposte ufficiali di Bruxelles. Resta, però, un elemento oggettivo: in assenza di una rete capillare di ricarica veloce e con autonomie che variano sensibilmente da modello a modello, i viaggi lunghi con un'elettrica possono richiedere qualche pianificazione in più. Anche - e forse soprattutto - in caso di incarichi istituzionali.


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